Abiti da ballo

Creazione, manutenzione e riparazione

Olivia Newton John e John Travolta in Grease

La Sartoria Anni '50 di Chiara Bezzolato realizza e ripara costumi per la Danza e per i Balli da Sala.
Tutti i modelli vengono studiati con attenzione e realizzati a mano, in pezzi unici.

La Sartoria Anni 50 di Roma cura le diverse particolarità del corpo e delle sue necessità espressive, insieme alla correttezza storica del costume da ballo, qualora il cliente ne avesse necessità per portare in scena uno Spettacolo, un Saggio, una Gara ed Esibizioni varie.

I modelli Anni 50, esclusivi e su misura realizzati da Chiara Bezzolato ed il suo staff, riscuotono da anni un largo consenso per la qualità dei tessuti impiegati, il vasto assortimento di modelli e colori, la confezione accurata e la puntualità nella consegna.

Storia del ballo

I balli antichi

Vestiti per danzare

ll nostro immaginario risponderà alla suggestione delle danze antiche con il ricordo dell' incedere solenne di un corteggio medievale o con la visualizzazione degli imparruccati nobili di Francia che danzano il minuetto nelle splendide sale di Versailles.
ln realtà le danze "antiche" coprono uno spazio temporale che va dal Basso Medioevo al Settecento e riguardano una vasta area geografica.
Nate in diversi paesi europei e da tradizioni diverse, furono accolte presso le corti e si diffusero ovunque.
Si tratta di balli che divennero nobili e il cui ruolo andò a corte, a prescindere dall'atmosfera ludica. Infatti, una volta entrati a corte, svolsero la funzione sociale di mantenimento delle relazioni interpersonali. Per introdurre l'argomento è utile ricordare come la traccia di molte di queste danze sia stata conservata nelle forme musicali corrispondenti che hanno ispirato i musicisti fino a un secolo fa.
La "moresca" fu certo Ia più celebre delle danze "guerresche" fìgurate del Basso Medioevo.
Riproponeva in tutta l'area europea il contrasto fra "neri e bianchi" mescolato ai ricordi delle danze di fertilità medievali, come rivelano i bastoni e i sonagli ai piedi dell'uomo "nero".

I primi teorici la rappresentano come danza solistica o in duo, in realtà è una danza corale che nel Quattrocento entra nel repertorio di intermedi, feste popolari e sacre rappresentazioni, toccando l'apice del successo nel Cinquecento per fluidità e libertà di esecuzione e distinguendosi dal più ordinato "bransle".
Nel Seicento perde i caratteri originari divenendo caricatura parodistica di eroi tragicomici con lo sviluppo del "ballet de cour", il balletto di corte.
Con il termine "bransle" si indicano un passo e una danza ln ritmo binario di grande successo in Francia tra Quattrocento e Cinquecento, in cui si può scorgere la continuazione naturale dei girotondi medievali.

Vestiti per danzare

I vestiti per il ballo

Balli antichi

Fino a epoche abbastanza recenti non esistevano abiti particolari per danzare, niente di comodo che si potesse indossare per agevolare i movimenti di braccia e gambe. Nelle corti si danzava con vesti eleganti e preziose e per certe esibizioni spettacolari erano previsti abiti teatrali di scena, ma niente di sostanzialmente diverso dalla moda dell'epoca, salvo forse qualche piccolo accorgimento utile a non intralciare eccessivamente il movimento dei piedi.
ll recupero filologico dei modi e dei costumi del passato ancora non era contemplato e, come ci mostrano le stampe, se il re di Francia si travestiva da Apollo per un balletto non appariva altro che un elegante signore della sua epoca salvo per qualche prezioso accessorio (come la cetra) che convenzionalmente
rimandava all'antichità classica.

Balli da Sala

L'origine

Balli da sala

Per i balli da sala, la F.i.d.s prevede valzer lento, tango e Fox Trot con varianti rispetto al liscio unificato.
ll valzer lento è una versione "rallentata", creata dai maestri di danza inglesi (in particolare Cellarius), che, in linea col conservatorismo vittoriano che mal sopportava i ballerìni avvinghiati, elaborarono un repertorio di figure apposite da eseguirsi a ritmo più lento.

ll tango "da sala" ha una tecnica più complessa rispetto allo standard, ma assai stilizzata rispetto al tango argentino. ll Fox Trot giunse dagli USA a inizio Novecento assieme al Jazz e al Ragtime. L'attore Harry Fox lo ideò per lo show 'American Beauties', in origine una camminata vivace e saltellata, quando arrivò in lnghilterra (1915) perse parte del suo brio per acquisire la dinamica elegante praticata ancor oggi.

Quanto ai vestiti per danzare, le calzature per I'uomo sono stringate e con appositi fori per meglio areare il piede durante gli allenamenti; per le competizioni si privilegiano quelle nere di vernice col tacco di 2 cm.
La donna calza scarpe con laccetto sul collo del piede e con tacco di 6/7 cm: per le gare si porta lo stesso modello decorato da lustrini e di colore abbinabile al vestito.
L' uomo veste un Frac nero mentre la donna si sbizzarrisce con abiti lunghi, ampi e morbidì, che valorizzino la sua figura nelle evoluzioni.
Gli accessori possono essere sciarpe di piume e paillettes secondo la moda del momento in una vastissima gamma di colori.

Boogie Woogie e Rock'n Roll Acrobatico

L'origine

Rock

ll "Boogie Woogie" nasce dalla tradizione afroamerìcana dei juker, i bar lungo la ferrovia nelle città del Mississipi, nei quali i neri si riunivano dopo il lavoro per ballare al ritmo rolling blues o shuffle. Dal 1913, tuttavia, il termine passa a indicare anche i rent party (o house party) feste private in cui veniva ingaggiato un pianista. L' esplosione del boogie (jittabug è il termine americano che indica i vari modi di ballare lo swing) è tra il 1940 e il 1945 quando lo "swing" delle grandi orchestre di Benny Goodman e Glenn Miller riesce a conquistare i giovani.
ll ballo è un mix di charleston, big apple, swing, lindy hop e black bottom, danze "nervose" e spontanee degli anni Venti che rompevano gli schemi codifìcati; gli stamp, battute del piede al suolo, sono riconducibili alla black bottom mentre il distacco dei ballerini è ripreso dal lindy.
L' espressione rock'n'roll, invece che letteralmente significa "scuotiti,rotola" e nel linguaggio black allude all'atto sessuale, nasce per designare proprio
questa musica da ballo che si diffonde nel secondo dopo guerra e affonda le radici nell' R&B (Rhythm and Blues) e nella musica folk. "Rock" era usato nel gospel per indicare I'estasi mistica e il musicista Roy Brown ne fece uso improprio e ironico nel brano Good Rocking Tonight (1947) alludendo al sesso; la prima canzone intitolata Rock and Roll è di Wild Bill Moore (1949).
La "race music" penetrò nella generazione dei giovani bianchi negli anni Cinquanta che cercavano nuovi modi di esprimersi per rompere con la tradizione conservatrice: ma è dal mito di Elvis Presley diviene l' espressione del disagio e dei crescenti moti di protesta. Rock allora equivale a ribellione e la danza ne è solo un aspetto.

Quanto ai vestiti per danzare si può dire che per le competizioni di boogie l'uomo indossa un completo, con corpetto o bretelle, e la donna un abitino sotto il ginocchio, tutto in stile anni Cinquanta.
Le scarpe maschili sono spesso bicolori, quelle femminili hanno il laccetto e un tacco medio.
Nel rock acrobatico gli abiti devono essere molto comodi per facilitare i salti e le evoluzioni: per lui tuta o pantaloni aderenti, per lei body con gonna molto corta, scarpe da tennis morbide e basse per entrambi.

Balli Latino Americani

L'origine

Balli Latino-Americani

I balli latino americani, sono nati dalla fusione di diverse culture (spagnola, portoghese, africana e americana) e si sono sviluppati in America Centrale.
La sensuale Rumba, il ballo dell'amore di origine afro-cubana, deriva dalla tradizionale Habanera.
ll Paso Doble, di sapore ispanico, è il ballo "tragico" che ricorda la tensione della corrida e la lotta fra il torero, che agita la cappa e il toro.
La sua musica, che agli inizi dell' ottocento accompagnava l'entrata delle quadriglie in arena, ha il ritmo incalzante di una marcia.
Con il Cha-cha-cha, di origini cubane, si recupera una dimensione frizzante in cui ìa ballerina esprime tutta la sua civetteria; ll termine onomatopeico, deriva forse da una pianta i cui baccelli sono detti "Cha Cha" oppure dal tipico "struscio" dei piedi al suolo. Nasce nel 1948 con il brano Nunca, ma il Cha-cha-cha per antonomasia è il brano La Engañadora del 1953.
ll Samba catapulta i danzatori nell'allegria festosa carioca. I sambisti, chiamati anche Bota Fogos ossia "micce" e, per estensione, "attaccabrighe", erano gli abitanti delle favelas ai margini delle grandi città brasiliane: Rio, San Paolo, Bahia. Per questa ragione il ballo era considerato la danza dei malavitosi.
ll Jive, squisitamente americano, deriva dal Boogie-Woogie e si balla al ritmo di Jazz.

Codificato negli anni quaranta, si basa su una forma di Blues pianistico arrangiato da preesistenti brani di chitarra e banjo.
Nasce in Texas, ma si sviluppa nei locali notturni di Chicago in forme veloci e scatenate.

I vestiti per danzare, trattandosi di balli eseguiti nell'ambito di gare, sono dei veri e propri costumi di scena.
Le donne hanno gonne corte a metà coscia, spesso con taglìo obliquo.
Le scarpe femminili hanno il tacco alto e sono aperte sul davanti tipo sandalo, i capelli sono raccolti in chignon con accessori vari oppure in trecce.
Si fa largo uso di lustrini e paillettes.
Per gli uomini i pantaloni sono molto attillati, spesso neri, con camicie aderenti abbinate.
La carnagione di entrambri i danzatori è scurita da polveri o terre colorate a imitazione dell' incarnato scuro dei sudamericani.

Danze tradizionali spagnole

L'origine

Flamenco

ll mondo del "flamenco" è un universo a sé. È I'immagine della Spagna, è l'anima della Spagna. È ciò che pensiamo della Spagna dopo aver immaginato toreri, tori e arene e oggi è considerato patrimonio culturale di tutta la nazione.
Ma la danza spagnola non è solo flamenco e si può distinguere in quattro generi che hanno caratteristiche ben defìnite: le danze regionali, il flamenco, la Esquela Bolera e, la danza neoclassica, che a partire dal XIX secolo ha iniziato a rielaborare tecnica e repertorio dell' Esquela Bolera.
lnfluenzato dalle origini gitane, il Flamenco affonda le proprie radici nelle culture araba ed ebraica che hanno popolato l'Andalusia, la regione del sud della Spagna. Per secoli il Flamenco non è stato considerato arte ma solo un fenomeno locale privo di interesse per il musicologi. Solo negli anni Ottanta del Novecento è stato inserito
per la prima volta nei piani di studio dei conservatori spagnoli.

Quanto agli abiti per danzare, con il passare degli anni e delle mode il modo di vestire delle donne è molto cambiato.

L'abito a cui si fa riferimento nell'immaginario collettivo è lungo, con la coda strisciante dietro. Lo scialle è un elemento importante, non solo ornamentale ma funzionale alla danza. Fra gli accessori, il ventaglio è usato molto nelle coreografìe mentre gli orecchini vistosi e le rose fra i capelli, raccolti in uno chignon, sono ormai un ricordo del passato. Le danzatrici del nuovo flamenco optano per un look molto più semplice e scarno: le gonne non hanno più strati di volant, e i tessuti non sono più stampati a grandi o piccoli pois come invece andavano di gran moda negli anni Settanta.

Per gli uomini, che vestono per tradizione pantaloni attillati, camicia e fascia in vita e può essere previsto anche il cappello.
L'uomo può far uso del bastone, che riveste il ruolo di vero e proprio strumento musicale assieme al battito dei piedi, in tempo o controtempo.

Questo genere di danza, denominato "farruca", è stata reso celebre da Gades.
Le scarpe per il flamenco sono in pelle, con laccetto sul collo del piede per le donne, stringate per gli uomini, mentre il tacco vale per entrambi.

Il tipico suono del passo è dato dai chiodi che rivestono la superficie di tacco e suola.

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